White Murgh

19 novembre 2018Cricchiadipao74
Blog post

Prep time: 15 minutes

Cook time: 4 hours

Serves: 12 persone

“Verso l’infinito e oltre”. Cerco di partire bella carica altrimenti mi ammoscio subito. Non so se il nome stesso del blog ha segnato il mio destino. Vi ricordate? Il nome fu deciso in ricordo di una ricetta trascritta da una mia trisavola in un vecchio diario; ma oltre a raccontare una storia del passato, i nomi sono un gesto del futuro. E forse è arrivato il momento di accantonare quello che è stato il blog nel passato e dargli un’impronta più specifica.

Che sia carnivora si sa. Ho provato a seguire un’alimentazione vegetariana. Vegetariana vera: non di quelli che “mangio il pesce perché hanno gli occhi inespressivi”. Avevo tolto sia pesce che carne, compresi gli insaccati. Specifico perché sui vegetariani si potrebbe aprire un discorso a parte: ognuno decide di essere vegetariano a modo suo.

Per quanto mi riguarda probabilmente non ero pronta e non lo sono tutt’ora. Ancora non riesco a virare la mia alimentazione, ma penso sia fondamentale sempre e comunque conoscere quello che si mette nel proprio corpo. E allora carne si, ma capire il percorso e il lavoro che fa si che quell’animale arrivi sulle mie tavole. L’ho scritto tante volte: comprare un petto di pollo confezionato decontestualizza l’animale, quasi facendoci sentire meno in colpa. Mangio carne consapevolmente. Sapendo che dietro quel gesto c’è un animale che è stato sacrificato per me, questo sacrificio va onorato. Non è facile. Vi spiego cosa succede però in natura, non per giustificarmi, ma per cercare di farvi capire.

Allevo polli a livello amatoriale. L’anno scorso abbiamo fatto sì che due crescessero troppo e ci siamo affezionati decidendo di risparmiarli. Abbiamo capito quanta verità si nasconda nel detto “non istanno bene due galli nel pollaio“. Due maschi insieme, per quanto riguarda il regno animale (compresi noi!), non riescono a convivere pacificamente. Era un combattimento quotidiano, dove a rimetterci era sempre uno. E così quell’uno è stato ucciso.

Difficile da spiegare, ma credo che in un certo senso sia molto più consapevole crescere, nutrire, affezionarsi a degli animali e decidere poi di ucciderli. Molto più vigliacco entrare in un supermercato e comprare un pezzo di qualcosa che non ti ricorda lontanamente un essere vivente. Ma la storiella che vi ho raccontato è per farvi capire che le femmine tendenzialmente non si mangiano perché hanno altri scopi, ma i maschi vanno uccisi per non arrecare danno al gruppo stesso nel totale.

Ho deciso di partire da qui per farvi capire cosa c’è dietro un pezzo di carne, l’importanza di investire in un prodotto allevato con cura, la possibilità di usarlo in ogni sua parte per ammortizzare la spesa iniziale. Spero di riuscire nell’intento senza creare troppi traumi.

Oggi parto da un pollo. Ho scelto gli animali dell’Azienda Pulicaro, a cui non sto facendo nessuna marchetta. Il pollo me lo sono comprato, in una delle mie macellerie preferite, Bottega Liberati, che ha l’unico difetto di stare troppo lontana da casa mia e l’ho pagato.

Il prezzo? 12,50 al kg. Tanto direte voi. In questi giorni vi farò capire quanto una famiglia possa mangiare con un pollo intero, usandone ogni sua parte ammortizzando la spesa.

Parto con una ricetta di Valentina, che mi sopporta nelle mie telefonate quotidiane in cui ogni giorno cambio idea su quale dovrà essere la mia vita. Lei ascolta e ride: questo è più che sufficiente! La ricetta è pazzesca. Il pollo tanto quindi ci abbiamo mangiato per due giorni, servendolo semplicemente con del riso in bianco. Paolo, preso dall’entusiasmo, aveva il sugo che gli colava sulla barba. Non è una bella immagine: lo so!

Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di Flavia.

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White Murgh

  • Prep time: 15 minutes
  • Cook time: 4 hours
  • Total time: 4 hours 15 minutes
  • Serves: 12 persone

Un pollo ricco e "confortante" di tradizione indiana

Ingredienti

  • 4 cucchiai abbondanti ghee
  • 1 pollo di circa 3 kg
  • 12 cm radice di zenzero
  • 12 spicchi agliio
  • sale fino
  • 2 cucchiai coriandolo in polvere
  • 1 mazzetto coriandolo fresco
  • 3 cucchiai amido di mais
  • 1,5 litro panna fresca

Procedimento

  • 1)

    Pulite il pollo ricavandone i petti, le cosce e e i fuselli. Interiora, collo, zampe, testa, alette e pelle li metterete da parte.

    Per pulire da soli un pollo vi metto un link ad un video. Le prime volte sbaglierete e impiegherete tanto tempo, ma esercitatevi e vedrete che poi sarà sempre più semplice. Ho scelto un video “ruspante” per farvi capire meglio il procedimento.

    Come disossare un pollo

    Non avendo la slow cooker ho utilizzando una pentola dal fondo spesso. Fatevi sciogliere i cucchiai di ghee. Aggiungetevi i pezzi di pollo interi, verrano sfilacciati a fine cottura.

    Grattugiate lo zenzero, sbucciato, e gli spicchi di aglio.

    Ricoprite il pollo con la panna fresca liquida, aggiungete il trito di zenzero ed aglio, i cucchiai di coriandolo in polvere, il sale fino quanto basta e il mazzetto di coriandolo.

    Fate cuocere lentamente per circa 3-4 ore. Sarà pronto quando la carne si staccherà da sola dall’osso.

    A fine cottura, sollevate il pollo, aggiungete l’amido di mais al sugo e frullate tutto con un mixer ad immersione. Spezzettate grossolanamente il pollo, togliendo le ossicine e la cartilagine interna e rimettetelo nel sugo fino al momento di servirlo.

     

6 Comments

  • Valentina

    19 novembre 2018 at 12:25

    Hai scritto un post bellissimo, Cri. Io le motivazioni e le scelte di cambio destinazione del blog le sapevo già, e non mi rompi, anzi mi tieni sempre una piacevole compagnia, amica e custode anche tu di tanti sfogli, pensieri a voce alta e considerazioni, consigliera il più delle volte. E mi fa piacere che innanzitutto hai iniziato, e che lo hai fatto con me, con un piatto che ora ci accomuna, siccome sei forse dopo Roberto e i miei familiari, la sola che sappia cosa sia il White Murgh perché lo abbiamo mangiato “all’epicentro”. Io sono una di quelle vigliaccone che oltre ad aver paura di polli e galline, li compra sezionati, i cosciotti e i petti di pollo, senza nome e cognome, facendone anche abuso, mentre da te ci sta solo da imparare. Ora aspetto le altre ricette con tutte le altre parti di questo bel pollo accomodato nel nuovo set/macelleria. Grazie per avercela fatta, per aver ricominciato, e per aver giocato.

    1. Cricchiadipao74

      19 novembre 2018 at 12:29

      ora piangoooooo!

  • Elisa Baker

    19 novembre 2018 at 14:10

    Parto dalla fine del post, e quindi mi torno a ripetere su THE RECIPE-TIONIST: grazie! Procedo sul post che mi è piaciuto tanto, per lo spirito, per come sia stato scorrevole ed interessante leggerlo… e mi piace l’impronta, mi piace capire perchè un pollo, buono e gustoso possa costare 12,50 euro al kg e soprattutto mi piace ancora di più imparare da te come non sprecare un solo centesimo di questo pollo.
    E ovviamente mi piace anche la ricetta, ma devo ancora trovare una ricetta della zia di Vittoria che non mi vada a genio! Posso essere melensa? Si dai posso: vi voglio bene … anche al pollo!

    1. Cricchiadipao74

      19 novembre 2018 at 14:16

      Piano piano ti spiegherò tutto. Anche il perché del costo, anzi sarà argomento del prossimo post! Grazie per l’idea. E ti bene te ne voglio tanto anche io!!

  • Lucia

    20 novembre 2018 at 15:33

    Finalmente qualcuno da cui leggere cose che ignoro!!!! Amo la carne e non potrei mai essere vegetariana ma, molto spesso, mi affido al mio macellaio di fiducia perchè non sono molto preparata sui tagli!!! Hai fatto una bellissima scelta. Sulla ricetta sbavo perchè ho sentito parlare tante volte di questo piatto e anche di questo ristorante e prima o poi ci verrò!!!!!!!! aspetto le tue lezioni!!! 🙂

    1. Cricchiadipao74

      27 novembre 2018 at 11:43

      Grazie!! E’ giusto affidarsi al proprio macellaio, basta che sia di fiducia 😀 Di dar lezioni non sono all’altezza, spero di dare qualche suggerimento.

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