Maritozzi con la panna

10 marzo 2017Cricchiadipao74
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Prep time: 1 hour 30 minutes

Cook time: 12 minutes

Serves: 10 maritozzi

Calories:

Cosa si mangia a colazione a Roma? I maritozzi con la panna!

Pare vero! Sono ben pochi quelli che possono concedersi questo lusso mattutino: saranno i soliti problemi di linea, sarà che al bar ci si va sempre meno e solo per un caffè ma il maritozzo, qui a Roma, è diventato una rarità. Che poi, a dirla tutta, ho scoperto un mondo attorno al maritozzo perché quello che siamo abituati a vedere (ormai sempre meno) ben farcito di panna in realtà non è l’originale, ma una rivisitazione dell’autentico. E visto che son foodblogger (!) ho dovuto approfondire.

Il vero maritozzo (da “marituccio” o “maritino”) è un lievitato che la tradizione vuole venisse consumato nel periodo di Quaresima. Impasto a base di pasta di pane arricchito con uvetta e scorzetta d’arancia senza uova, burro né latte: prodotti di origine animale che non potevano essere consumati nei giorni di magro.

E perché maritozzo? Pare venissero donati dai futuri mariti alle future consorti il primo venerdì di marzo (sostituito dall’odierno San Valentino), a volte utilizzati come contenitori per un pegno d’amore.

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Maritozzi con la panna

  • Prep time: 1 hour 30 minutes
  • Cook time: 12 minutes
  • Total time: 1 hour 42 minutes
  • Serves: 10 maritozzi

Ingredienti

  • 450 g farina Manitoba
  • 50 g farina di riso
  • 200 ml acqua
  • 90 g zucchero
  • 1 cucchiao miele, possibilmente d'arancio
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo
  • 8 g lievito fresco
  • 8 g sale
  • 1 cucchiaino miele, o malto
  • 60 g burro
  • 40 g olio di mais, o riso o arachide
  • zeste di un'arancia grattugiata
  • albume e sciroppo di zucchero per pennellare

Procedimento

  • 1)

    Portare l’acqua quasi a bollore con metà scorza d’arancia. L’altra metà farla scaldare nell’olio. Sciogliere il lievito con il cucchiaino di malto (ho usato il miele) nell’acqua tiepida (che bisognerà riportare a 200 ml) in planetaria, aggiungere 200 g di farina e lasciare riposare a temperatura ambiente per circa un’ora. Miscelare la farina restante con quella di riso. Trascorso il tempo aggiungere le farine alternandole allo zucchero con gancio a vel. 1. Aggiungere l’uovo e terminare con le farina rimasta e lo zucchero. Fare andare, poi aggiungere il tuorlo, il cucchiaio di miele e il sale. Aumentare la velocità ad 1,5. Aggiungere il burro morbido in due tempi, unire l’olio a filo, fermandosi ogni tanto per evitare che l’impasto si smolli. Coprire e far lievitare per circa due ore. Riprendere l’impasto, eseguire le pieghe di tipo due, ottenere una pala e coprire. Ho fatto lievitare l’impasto in frigorifero per tutta la notte. Tolto l’impasto dal frigo, porzionare in panetti da 80 g e avvolgere stretto. Dopo 15 minuti rovesciare le sfere, ottenere dei filoncini, coprire con la pellicola e lasciar lievitare per circa 1 ora. Pennellare con albume e infornare a 180 °C per circa 12 minuti. Appena fuori dal forno lucidare con lo sciroppo di zucchero ottenuto portando a bollore 135 g di zucchero in 100 ml di acqua e fatto raffreddare.

Note

Per quanto riguarda la versione moderna ho scelto quella di Adriano di Profumo di lievito  a cui ho chiesto il permesso di pubblicare la ricetta. E’ quella che, almeno a parer mio, si avvicina di più a quelli che si trovano nei bar romani.

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