Quanto mi costi? Polli a confronto

27 novembre 2018Cricchiadipao74
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Oggi cerco di spiegarvi il perché preferire una carne di pollo che costi leggermente di più rispetto a quella che si trova bella confezionata sui banchi della grande distribuzione. Per prima cosa partiamo dall’animale in sé: il pollo.

Quelli che troviamo normalmente in commercio sono polli ibridi commerciali, ottenuti dall’incrocio di varie specie che hanno la caratteristica di crescere molto velocemente, nominati broiler.  Polli che mangiano poco, ma che crescono rapidamente.

E qui la prima distinzione riguardo il prezzo. Vuoi mettere far crescere un pollo 35 giorni rispetto al portarlo a 120? Eh sì: i polli autoctoni o comunque quelli a crescita lenta richiedono più tempo, quindi un maggior investimento, prima di poter essere macellati.

Origine immagine
https://www.reddit.com/r/interestingasfuck/comments/3c6kor/the_size_of_commercially_raised_broiler_chicken/

I gusti però hanno la meglio e il mercato italiano mangia pollo per il 60% sotto forma di petto, cosce e fusi o in forma di preparati. I polli a rapido accrescimento, i broiler, hanno un petto più sviluppato, quindi maggiori quantità di carne da poter utilizzare per i lavorati. Per il suo accrescimento sono necessari 1,8 kg di mangime e 3 litri di acqua, contro i 5 kg di mangime e i 10 litri di acqua richiesti dalle razze autoctone a lento accrescimento.

Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, un pollo che avrà più tempo per crescere avrà meno grasso. Non è difficile spiegarsi il motivo: ha più tempo per muoversi e razzolare e questo gli permette anche di sviluppare una quantità maggiore di antiossidanti.

Cosa che non sapevo, ma che ho scoperto io stessa allevando qualche pollo, è che i maschi si rompono le scatole a vicenda fin da piccoli e quindi negli allevamenti i pulcini vengono debeccati, cioè privati del becco. Che, diciamocelo, non è proprio una bella pratica. Come se tagliassi le braccia ai miei figli per non farli spintonare tra loro.

Altra cosa di cui ero all’oscuro è che i pulcini maschi delle ovaiole, quindi quelli non destinati alla macellazione in quanto sostituiti dai broiler, vengono eliminati in maniera massiccia alla nascita. In Italia si stima ne vengano uccisi 360 milioni ogni anno. In alcuni paesi si sta cercando di individuare il sesso degli embrioni in modo tale da evitarne la nascita e il conseguente massacro. La cosa assurda è che questo avviene perché i maschi nostrani richiedono un periodo di accrescimento più lento rispetto ai broiler e quindi maggiori costi di produzione. Inoltre, il problema più grosso, è che non siamo più abituati a mangiare un certo tipo di pollo. Lo preferiamo morbido e che richieda tempi di cottura veloci. Di conseguenza questi galletti diventano totalmente inutili.

L’alta densità degli allevamenti dei polli destinati alla macellazione determina l’utilizzo di antibiotici e farmaci per prevenire l’insorgenza di epidemie.  Mentre l’utilizzo degli antibiotici, ai fini dell’accrescimento, è proibito nell’Unione Europea, infatti gli antibiotici devono essere interrotti in prossimità della macellazione.

Il pollo di cui vi parlavo l’altra volta, quello allevato dall’Azienda Pulicaro, viene macellato a 120 giorni. Razzola libero in circa 14 ettari di pascoli, che vengono utilizzati a rotazione e con l’accortezza di lasciare dei vuoti sanitari, cioè delle strisce di terra in cui non pascolano animali per due mesi circa per evitare il proliferare di malattie e parassitosi. I pascoli vengono condivisi da polli che razzolano, oche che mangiano le erbette lasciate dai polli e pecore che mantengono l’erba bassa. Gli animali vengono curati in maniera naturale e comunque, grazie alla selezione genetica,  le razze allevate sono divenute più resistenti alla malattie.

 

https://www.yarrah.com/it/blog/2017/10/03/il-controllo-qualita-presso-un-allevamento-di-tacchini-e-polli-bio/

Vengono macellati in azienda in modo tale da evitargli lo stress del trasporto, che se ci fate caso non è un bel vedere.

https://www.greenme.it/informarsi/animali/6779-blocco-tir-animali

So che sembra quasi un voler trovare una giustificazione nell’essere carnivori e probabilmente lo è, ma preferisco essere ipocrita e consapevole mangiando animali che hanno potuto vivere una vita dignitosa piuttosto che mangiarli comunque senza provare il minimo rispetto per loro.

 

Fonti:

  • https://ilfattoailmentare.it
  • https://ilgiornaledelcibo.it

 

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