Desita Award 2017

14 dicembre 2017Cricchiadipao74
Blog post

Che il nostro territorio e la nostra gastronomia fossero le basi su cui ricostruire il Bel Paese ce lo siamo detti in tanti. Uno conto parlarne tra amici, un altro fare in modo che realmente queste due forze diventino le fondamenta per una nuova rinascita.

Il 6 Dicembre ho avuto la fortuna di partecipare alla premiazione del Desita Award – Pizza Experience. Design contest internazionale in cui la protagonista è la pizza, ma come sostiene Mauro Rosati, in qualità di direttore della Fondazione Qualivita, “fino ad un certo punto”. I veri protagonisti sono il design e l’innovazione. L’intento è quello di creare un format italiano che ruoti intono al cibo che riesca ad arrivare all’estero. Succo del discorso: siamo noi che dobbiamo guadagnarci e non gli altri.

Il paradosso che ruota attorno al prodotto pizza, come giustamente ha spiegato Omar Cescut,responsabile del progetto per Desita, è che tutti ci guadagnano tranne noi. Il contest mira a trasformare la pizza italiana in prodotto economico di sviluppo, in maniera tale da surclassare i marchi internazionali. Il mezzo per raggiungere l’obiettivo ruota attorno al food design, che racchiude tutte le competenze che nascono attorno ad una pietanza affinché quell’esperienza si trasformi, per il consumatore, in un’esperienza felice.

Hanno risposto in 39 milioni e mezzo di designer sotto i 30 anni, con la presentazione di 700 progetti.

Come giustamente sostiene Mauro Rosati, per noi italiani quando si parla di pizza o di gelato, protagonista del contest precedente, è tutto scontato. Scontato mangiare un gelato senza sporcarsi o addentare un pezzo di pizza senza farsi colare la mozzarella ustionante addosso. Non ci avevo mai pensato. I progetti presentati sono riusciti a mettere in luce aspetti nuovi, ed è questo che mi ha particolarmente affascinato ed incuriosito.

Ecco i vincitori selezionati da una giuria di professionisti di alto livello:

  • Primo premio. Vincenzo Sorrentino, Italia. The Sail, il suo progetto di pizzeria “nomade”. La struttura è realizzata in legno ed ha la caratteristica di essere spostata facilmente. “Portare la pizza ovunque voi vogliate vederla”.
  • Secondo Premio. Nicholas Bender, USA e Eir Rovira, Islanda. Sapevate che attorno al discorso pizza ruotano 2 miliardi di tonnellate di rifiuti? Il progetto di questi due ragazzi è fare in modo che il materiale utilizzato per la commercializzazione della pizza diventi completamente riutilizzabile. 
  • Terzo classificato. Vania Valeria Adrianzén, Perù. Trasformare il packagink della pizza delivery puntando sulla convivialità. Creare un cartone che permetta ad ogni commmensale di creare la propria pizza.

Menzione speciale a David Toth, Slovacchia per aver sviluppato una particolare confezione areodinamica adatta al trasporto su drone che riesca a rispettare la qualità e la temperatura del prodotto.

Giornata piena di spunti, ospitati nella splendida terrazza del Flora, in cui lo sguardo poteva ruotare a 360° sulla mia città illuminata dal sole. L’entusiasmo di questi ragazzi, ma soprattutto le loro idee, il fatto che ci sia qualcuno che cerchi di smuovere la situazione, che abbia la voglia e la forza per trovare nuovi spunti mi ha messo di buon umore facendomi venir voglia di “crederci” un po’ di più.

 

Ringrazio MGLogos per l’opportunità e il sito di Desita per le fotografie.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Previous Post Next Post