Fregnacce di Acquapendente

2 febbraio 2016Cristiana
Siamo in pieno Carnevale e questa la ricetta per la giornata del Calendario del Cibo Italiano, progetto promosso dall’Associazione Italiana Foodblogger.
Il tema è quello delle crespelle di cui è ambasciatrice Alessandra, che nel suo post vi spiegherà tutto al riguardo.
Il maiale e il carnevale d’altronde sono strettamente collegati: festa degli eccessi segnata dall’uccisione del maiale che ne indica l’inizio. 
Carne grassa, animale di cui si usa tutto.
In questo caso lo zampetto, che è stato utilizzato per fare un brodo.
Le fregnacce di Acquapendente sono un piatto tipico del carnevale di questa cittadina in cui si svolge una sagra a loro dedicata.
La ricetta l’ho rubata al blog La casa del coniglio bianco, con l’unica differenza nella composizione del brodo.

Ingredienti per il brodo:

2 zampetti di maiale
1 cipolla
1 costa di sedano
1 carota
Portate a bollore abbondante acqua con gli odori e gli zampetti e fate sobbollire, schiumando per togliere le impurità, per circa due ore.
Ingredienti per le fregnacce (la ricetta originale è qui):

300 g di farina
600 ml di brodo
50 ml di olio extra vergine di oliva
1 uovo
sale
pepe
burro o strutto per la padella


parmigiano o pecorino grattugiati 


Lavorate con delle fruste la farina assieme al brodo, all’olio, all’uovo, al sale e pepe.
Imburrate una padella antiaderente e versate un mestolo del composto in modo tale da formare una crespella.
Fate cuocere da entrambe i lati. Spolverizzate con pecorino o parmigiano e servite.

P.S. Ho provato la versione salata, per quella dolce togliete il sale e il pepe dall’impasto e servite con cannella e zucchero semolato.



0 Comments

  • Aurelia

    2 febbraio 2016 at 10:41

    Cristiana, mai sentite nominare!
    E la cosa mi intriga parecchio!
    Le devo provare… Aurelia

  • Daniela B.

    2 febbraio 2016 at 13:10

    Il paradiso del maiale! mi piace!

  • laura bertolini

    2 febbraio 2016 at 14:22

    Queste me le segno! non avevo mai sentito questa ricetta ma…. curiosa e sfiziosa, da provare!

  • Alessandra Molla

    2 febbraio 2016 at 14:54

    mai sentita nemmeno io questa ricetta…veramente molto interessante. Grazie mille del tuo contributo!!

  • Cristina Tiddia

    2 febbraio 2016 at 17:49

    Quante cose si imparano dalle diverse tradizioni!!

  • Marina

    2 febbraio 2016 at 23:17

    Io le ho sentite nominare ma non è mai capitato di mangiarle…

  • panelibrienuvole

    3 febbraio 2016 at 1:10

    Come al solito, qui da te si trovano proposte originali (e veraci) che si differenziano da tutte le altre. Sarei curiosa di provarle.

  • sabrina tocchio

    3 febbraio 2016 at 15:57

    Nemmeno io le conoscevo. Devono essere squisite!

  • Cristiana Beufalamode

    3 febbraio 2016 at 23:42

    Grazie, mi fa piacere sentirtelo dire

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