Gli strigliozzi di Colle di Tora

2 ottobre 2015Cristiana
Approfittando di una domenica lavorativa di mio marito , che odia le gite fuori porta, me ne sono concessa una coi piccoli.
Castel di Tora, in provincia di Rieti, è un comune piccolissimo affacciato sul lago del Turano.
Si trova ad un’ora di macchina da Roma ed è stata una vera sorpresa.
Castel di Tora
Origini antichissime, tanto che leggenda vuole che il borgo sia sorto proprio sui resti di una antica città romana, Tora appunto.
Sono andata in occasione della sagra degli strigliozzi (che purtroppo non sono riuscita ad assaggiare vista la fila chilometrica) pasta che volevo scoprire in occasione della rubrica de L’Italia nel piatto.
Pace: il borgo e i dintorni sono talmente belli che ne è valsa la pena.
La costruzione della diga, durante il fascismo, ha cambiato di molto la fisionomia e l’economia del posto, che ormai vive grazie al turismo.
Ci siamo regalati anche una gita in pedalò sul lago e una visita a Colle di Tora, che si trova proprio sulle sponde del lago.
Colle di Tora
Gli strigliozzi non sono altro che un formato di pasta a base di acqua e farina, lontani parenti degli strangozzi umbri. Ricordano dei tagliolini, ma di spessore più ampio. 
A me non sono venuti benissimo, ma vale la pena riprovare.
Credo che il problema sia nella farina, ne ho usata una di grano tenero. La prossima volta la miscelerò con una di grano duro.
Ingredienti (ricetta presa da qui):

500 g di farina di grano duro
1 cucchiaino di sale
acqua quanto basta

Mescolate alla farina il sale ed aggiungete l’acqua mano a mano fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Fate riposare una mezzora in una terrina coperta da un panno.
Stendete in una sfoglia dallo spessore medio e fate riposare altri 30 minuti.
Arrotolate la pasta su se stessa e con l’aiuto di un coltello ricavate delle striscioline che andrete ad aprire sul piano di lavoro ed infarinare per evitare che si attacchino.
Cuocerle in acqua bollente salata e condirle con un sugo semplice al pomodoro ed una spolverata di pecorino.
Ecco gli altri partecipanti:
Piemonte: Agnolotti piemontesi conditi con la (il?) barbera http://j.mp/agnolotti-barbera
Trentino-Alto Adige: Frittatensuppe
Friuli-Venezia Giulia:  Blecs con Tazzelenghe
Lombardia: Tortelli di zucca mantovani
Veneto: Bigoli con ragù d’anatra
Emilia Romagna: Maccheroni alla bobbiese
Liguria: Tagliolini alle borragini con crema di ricotta 
Toscana: Tortelli maremmani
Marche: Le pincinelle marchigiane per l’Italia nel piatto
Abruzzo:Maccheroni alla chitarra http://ilmondodibetty.it/maccheroni-alla-chitarra/
Campania: Pettole e Fagioli
Basilicata: Fusilli lucani – maccheroni filati al ferretto
Puglia: Orecchiette con purè di fave e cipolla rossa di acquaviva   
Calabria: Struncatura cà muddhica e alici salati
Sicilia: Ravioli di ricotta 
Sardegna: Culurgionis ogliastrini (a breve la ricetta)

0 Comments

  • Profumo di Cannella

    2 ottobre 2015 at 14:51

    Dici che "non ti sono venuti benissimo" ma io di fronte a questo piatto mi sciolgo perchè mi sa di familiare e di casa. Mi ci tufferei!

  • dolci tentazioni d autore

    2 ottobre 2015 at 15:23

    Intanto non posso non soffermarmi sulle foto meravigliose! Bellissima la scelta delle foto abbinate alla tua ricetta, mi vien voglia di essere li a gustarmeli. Bravissimaaaaaaaaaaaa

  • 2 Amiche in Cucina

    2 ottobre 2015 at 15:30

    bellissime le foto di questo bellissimo borgo, non conoscevo questo formato di pasta fresca, molto invitante, simile ai nostri strangozzi, a presto

  • elisa vallereggio

    2 ottobre 2015 at 17:22

    Un post bellissimo ed un piatto tutto da gustare!

  • Un’arbanella di basilico

    2 ottobre 2015 at 20:41

    Proprio un bel posto e un piatto degno del posto!

  • Yrma

    2 ottobre 2015 at 23:40

    Fa molto comfort food, piatto della vera tradizione, ottimo!!!!

  • Marco Furmenti

    2 ottobre 2015 at 23:53

    Certo che ogni regione ha la sua pasta… e forse anche ogni borgo! 😀 Complimenti per il post.

  • Giulietta | Alterkitchen

    3 ottobre 2015 at 17:08

    Caspita che bel posto! Peccato tu non sia rimasta soddisfatta della pasta, ma secondo me aggiungendo un po' di farina di grano duro verranno perfetti!

  • elena

    3 ottobre 2015 at 21:47

    che bei borghi abbiamo in Italia, il turismo dovrebbe essere il nostro punto di forza, purtroppo non sappiamo valorizzarlo! Mai sentito questo formato di pasta, grazie di averlo fatto conoscere!

  • Anna Lisa

    4 ottobre 2015 at 11:50

    La prossima volta che riprovi, mandamene pure un pacchettino! Che posti belli, panorami da sogno!

  • Donaflor

    4 ottobre 2015 at 18:30

    bellissimo questo borgo…ma ancor di più il tuo piatto di strigliozzi, una pasta che non conoscevo, ma quanto impariamo da questa rubrica! con un sugo semplice e pecorino si ha il massimo del sapore della pasta!
    un bacione

  • Kucina di Kiara

    5 ottobre 2015 at 21:33

    Anche questi strigliozzi mi mancavano nel vocabolario…ma possibile sia così ignorante in fatto di psta fresca regionale??? Bellissimo piatto e magnifica presentazione! E che gita!!!!

  • Mila

    6 ottobre 2015 at 9:18

    Non conoscevo questo tipo di pasta, ma da provare!!!

  • isaporidelmediterraneo

    6 ottobre 2015 at 21:39

    Bellissimo posto e e il piatto di strigliozzi sa tanto di tradizione.
    Bellissimo Post

  • Barbara Froio

    9 ottobre 2015 at 14:59

    La nostra Italia è una vera miniera in fatto di gastronomia, quante novità abbiamo la fortuna di conoscere con il nostro gruppo. Un posto stupendo che meriterebbe di essere visitato e in altri periodi dell'anno per poter gustare tranquillamente gli strigliozzi.

  • Giovanna

    19 ottobre 2015 at 18:37

    Ma come, sono così vicina al Lazio e non conoscevo gli strigliozzi neanche di nome? Ora con la tua spiegazione posso rimediare. Grazie e complimenti, Cristiana, a me sembrano bellissimi!

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Previous Post Next Post