Dolci Regali, perchè non c’è due senza tre

16 dicembre 2014Cristiana
…non c’è due senza tre, ma non c’è tre senza quattro e quattro senza cinque…e potrei andare avanti e avanti: l’MTChallenge racchiude una forza inimmaginabile.
Una forza fatta di entusiasmo, energia, abilità, saper fare, voglia continua di superare i propri limiti e mettersi in gioco.
Energia confluita nel primo, nel secondo e ora nel terzo volume della collana.
E non  so se è perché è “il piccolo di casa”, ma ha un qualcosa in più…forse perché sperimentando s’impara, forse perché la grafica di Mai quest’anno rispecchia ancor di più la nostra “grande” famiglia, forse perché i dolci piacciono a tutti…non lo so, fatto sta che la regalità traspira da ogni pagina!
Argomento del libro questa volta sono i dolci, ad esser precisi i lievitati, quei dolci che diventarono ben presto simbolo del potere dei monarchi (le corone dei kugelhupf, dei babà, dei savarin, del Ferdinandkrapfen, del kringel e così via).
Oltre alle basi anche gli sciroppi e le bagne, i liquori, le acque profumate e le praline….130 ricette per incantare gli occhi e poi anche il gusto!
Un grazie ad Alessandra che come sempre è riuscita a coordinare tutta la “macchina libro”, a Mai, a Paolo Picciotto per le fotografie, a Fabrizio Fazzari (editor instancabile e fiducioso) e Barbara Ottenello per l’impaginazione.
Grazie alla SAGEP che continua a credere nel progetto.
Questo è lo stile Mai…
…e questo lo stile Picciotto

Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l’atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

0 Comments

  • Alessandra Gennaro

    16 dicembre 2014 at 11:59

    il "qualcosa in più" è legato all'armonia con cui abbiamo lavorato, a ranghi allargati: è inutile che ci si giri intorno, ma quando un progetto è condiviso per davvero, è percepito come "tutto nostro", indipendentemente dalla quantità dei contributi dei singoli, i risultati si vedono e son sotto gli occhi di tutti: tant'è che per la prima volta non mi importa nulla, di aver di nuovo bucato i tempi, sforando alla grande anche stavolta. In testa c'eraun progetto, quello dovevamo realizzare- perchè quello era ciò che volevamo, tutti assieme. Un "tutti assieme" in cui tu sei il Bostik, una colla a presa rapida fatta di serietà, di bravura, di "testa bassa e pedalare"- ma anche di una complicità che non ha bisogno di parole per arrivare al cuore. cionosontante, il "grazie" te lo becchi lo stesso. E pure di quelli rimbombanti, sia chiaro…

  • Cristiana Beufalamode

    16 dicembre 2014 at 13:26

    E chi so lo aspettava!!!! Grazie bella donna in ballerine e in bocca al lupo per stasera!

  • flavia galasso

    16 dicembre 2014 at 15:10

    Io sono contenta che la nostra amicizia ogni giorno di più si rafforza…e tutto questo per lo spirito con cui affrontiamo il tutto….

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