Panini tartaruga agli spinaci con hamburger di salmone

23 ottobre 2014Cristiana
Visto che giornalmente sfamo tre belve dai 5 ai 9 anni non potevo non partecipare alla categoria Special Kids del contest Colesterolo “cattivo”? No grazie dell’Azienda Universitaria Federico II.
Ogni tanto mi soffermo a pensare a quanto sia cambiata l’alimentazione rispetto a quando ero piccola.
Ricordo che noi mangiavamo sia a pranzo che a cena primo, secondo e contorno…anzi sul contorno si scarseggiava: tanto c’era il pomodoro! Pomodoro ovunque: le odiate fettine alla pizzaiola mi hanno perseguitato per anni.
Si mangiava tanto, ma probabilmente meglio. Le bibite gassate erano una vera e propria rarità, come la Nutella e i vari biscotti e merendine confezionati.
Ricordo che le rare volte che andavo a dormire da amici che facevano la colazione a base di Buondì ero la ragazzina più felice della terra…ricordo anche da adolescente delle competizioni a tema: del tipo chi riesce ad ingoiare più Buondì interi senza fermarsi….
Da madre cerco di stare ancora più attenta. 
Cerco di ridurre il consumo di carne (anche se con un marito carnivoro è durissima), travesto i legumi in ogni modo possibile pur di farli mangiare, niente schifezze. L’unica cosa che ho mutato rispetto ai miei genitori è il non costringerli a mangiare tutto…preferisco buttare, o meglio dare ai cani, piuttosto che vederli ingoiare a fatica.
Gli hamburger che propongo oggi sono facili e appetibili per qualsiasi bambino.
Ingredienti.
Per i panini agli spinaci.

450 g di farina 0
200 ml di latte intero
4 g di lievito di birra liofilizzato
20 g di olio extra vergine di oliva
50 g di spinaci lessati e tritati
10 g di sale
chiodi di garofano per fare gli occhi
Sciogliere il lievito nel latte con lo zucchero. Aggiungere la farina, l’olio, gli spinaci lessati e il sale. 
Lavorare il composto su un piano fino a formare un impasto ben omogeneo. 
Lasciar riposare in una terrina coperto con pellicola fino al raddoppio.
Non avendo usato grandi quantità di lievito forse ci vorrà più tempo, ma piano piano lieviterà!
Riprendere l’impasto. Ottenere delle sfere da circa 75 g. Con altri pezzetti di pasta, che andranno attaccati alla sfera centrale, andate a formare la testa, le zampe e la coda di una tartaruga. Per ottenere gli occhi utilizzare dei chiodi di garofano. Lasciarle riposare su una teglia rivestita da carta forno per un’ora circa.
Infornare a 200° per 13-15 minuti.

Per gli hamburger di salmone.

500 g di salmone fresco
1 uovo
mollica di 4 fette di pane raffermo
prezzemolo
sale
scorza di limone
pan grattato
olio extra vergine di oliva per la cottura

Tritare il prezzemolo con la mezzaluna. Tritare il salmone nel mixer, aggiungervi l’uovo, il prezzemolo, la scorza di limone grattugiata e la mollica del pane (se fosse troppo dura ammollare per qualche minuto in acqua e strizzarla prima di usarla). Aggiustare di sale.
Con il composto formare degli hamburger e ripassarli nel pangrattato.
Cuocerli in una padella antiaderente con un filo d’olio extra vergine di oliva da entrambe i lati.

Completare l’hamburger con delle foglie di lattuga e dei pomodori. Noi l’abbiamo mangiati senza salse di accompagnamento, eventualmente si possono fare della maionese o del ketchup casalinghi.
con questa ricetta partecipo al contest dell’Azienda Universitaria Federico II di Napoli

0 Comments

  • Silvia Ferrante

    23 ottobre 2014 at 10:13

    Ma che belli, bravissima.
    A presto Silvia.

  • FedeB

    23 ottobre 2014 at 10:58

    Ma sono fantastici!!! 😀
    Sei troppo forte Cristiana!!!

  • Mikroula

    23 ottobre 2014 at 11:20

    Ma sono una meraviglia!!!!
    Concordo con quanto hai detto…non ho figli ma vedo che hai perfettamente ragione sul diverso tipo di alimentazione rispetto ai "nostri tempi"!

  • Greta Damancaunbraulio

    23 ottobre 2014 at 12:52

    Sono veramente meravigliosi!!!!!
    Una genialata, credo li riproporrò a Mastro Carnivoro.

  • Giulia

    23 ottobre 2014 at 14:11

    Non ho figli, ma questi panini tartaruga sono talmente belli che li cucinerei anche solo per me!

  • parole vegetali

    23 ottobre 2014 at 14:32

    Cri, questi panini sono sempliecemente meravigliosi! hai avuto un' idea eccezionale. L' unica cosa è che io non so se riuscirei a mangiarli proprio per la forma (non dire niente, lo sai che sono strana!). Mi dispiacerebbe in sostanza. Per quanto riguarda il discorso cibo e nostra generazione… credo dipendesse dalle famiglie. Io e te siamo coetanee, ma i miei han sempre lavorato tutti e due, io facevo pre e dopo scuola, e mia mamma di robe pronte me ne ha date una vagonata (sarà per quello che ora ho l' avversione e cerco di autoprodurmi tutto? ). Sono cresciuta a buondì motta, crackers e succhi di pera confezionati. Girelle, fiesta e tutto il resto. Una cosa ci accomuna… le fettine alla pizzaiola! le odiavo anch' io e me le dovevo ingoiare lo stesso.. le odiavo quasi quanto pane e pera come merenda al doposcuola e gli spinaci ed il sugo rossissimo della mensa che preparavano le bidelle (con condizioni igieniche che ora la asl non darebbe l' autorizzazione nemmeno sotto tortura.). Si vede che la pizzaiola era di moda a fine '70, inizio '80. un bacio e complimenti ancora per le tartarughe.

  • panelibrietnuvole

    23 ottobre 2014 at 21:26

    Complimenti, sono davvero bellissimi! Altro che bambini…li vorrei per me!
    E mi piace molto l'idea degli spinaci nell'impasto…in fondo, le tartarughe sono grigio-verdi, no? 🙂
    Ciao,
    Alice

  • acquaviva

    24 ottobre 2014 at 18:27

    …ma come fai ad essere geniale anche quando prepari cose "semplici"?!!!

  • Giulietta | Alterkitchen

    28 ottobre 2014 at 21:49

    Uffi, a me i panini a forma di tartaruga non li ha fatti mai nessuno 😀

  • Cristiana Beufalamode

    4 novembre 2014 at 23:07

    Grazie! Ci vuole veramente poco e in effetti riscuotono un certo successo!

  • Cristiana Beufalamode

    4 novembre 2014 at 23:08

    Il bue che dice cornuto all'asino!!!

  • Cristiana Beufalamode

    4 novembre 2014 at 23:09

    Grazie…speriamo che col tempo si raggiunga la perfezione!

  • Cristiana Beufalamode

    4 novembre 2014 at 23:09

    Prova….vediamo se apprezza anche lui!

  • Cristiana Beufalamode

    4 novembre 2014 at 23:09

    Perché no?? Puoi dargli tutte le forme che vuoi…delle farfalle?

  • Cristiana Beufalamode

    4 novembre 2014 at 23:14

    Hai ragione credo proprio dipendesse dalle famiglie. Mia madre non lavorava e ricordo ben poche schifezze dentro casa, anche perché anche se mangiavamo un sacco aveva sempre paura che ingrassassi e quindi divieto assoluto a merendine e varie. Pensa che ricordo, oltre alla pizzaiola, anche il succo di pera fatto in casa: un incubo! Lo dovevamo bere perché il prepararlo aveva comportato fatica, ma era una cosa terribile. Con i miei figli cerco di evitare il più possibile tutto quanto è confezionato, ma mi rendo conto che ci vuole tempo ed in un certo senso è un lusso anche questo; oltre che per la salute, la loro, vivo in maniera conflittuale lo smaltimento rifiuto e se posso evitare qualche imballaggio sono più contenta…ognuno ha le sue!! Grazie per essere passata un bacio cri

  • Cristiana Beufalamode

    4 novembre 2014 at 23:14

    Beh l'idea era proprio quella di riprendere il colore delle tartarughe! 🙂

  • Cristiana Beufalamode

    4 novembre 2014 at 23:14

    Seeeeeee!! Il genio è altra cosa!

  • Cristiana Beufalamode

    4 novembre 2014 at 23:15

    Pooooverina!!! La prossima volta che ti vedo te li porto!

  • Daniela Badalini

    5 marzo 2015 at 18:35

    Ma quanto sono belle!!!

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