Makofico con sgombro affumicato

23 settembre 2014Cristiana
Premessa uno: non mi sono montata la testa nel cercare di fare cose fighette, letta la sfida è la prima idea che mi è venuta in testa semplicemente perché tra i libri di lettura della buonanotte (di cui allego foto) ho un bel libro ricevuto in dono da mia madre di uno chef, Alfonso Caputo, in cui c’è la ricetta di una sfogliatella “costruita” con una sfoglia di fichi essiccati.
Ho subito pensato: “E se ci facessi un roll con il riso?”
Da qui sono partita, poi la ricerca è andata su cosa abbinarci. 
A questo punto è subentrato il ricordo di una conversazione fatta con Annalena a proposito dei ristoranti giapponesi e l’utilizzo del pesce “povero”…ergo: sgombro!
Premessa due: come rendere attraente lo sgombro che a me non piace particolarmente? 
(ognuno ha le sue!)
Altra chiaccherata, altri ricordi: la sfida sulle insalate dell’MTC con Fabiana che si mise ad affumicare la pelle di mango…una ricerca online e l’affumicatoio naturale è stato “partorito”.
In realtà è più che semplice e può essere tranquillamente replicato sui fornelli di casa, basta attrezzarzi in più può essere un valido diversivo per passare una domenica pomeriggio coi bambini: forniteli di accendini e carta da bruciare e li renderete felici (a patto che in preda all’entusiasmo non vengano bruciati anche i libri di scuola…ahimè è successo…salvato in corner!).
Ultimo passaggio la salsa.
Avevo del fincotto, forse usato in un’altra sfida, l’ho abbinato e il risultato è stato gradito.
E con tutta l’ansia che ho nel sapere chi è il terzo giudice ecco la prima ricetta!

Ingredienti ( per 8 pezzi ):

600 g di fichi
100 g di riso Okomesan
1 sgombro
1/2 cucchiaio di zucchero
1/2 cucchiaio di sale
sale
foglie di fico per affumicatura

Per la salsa:

1/2 bicchiere di acqua
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di fincotto
1 cucchiaio di sake
1 cucchiaino di salsa di soia
1 cucchiaino di amido di mais

Pelare i fichi. Schiacciarli con una forchetta e disporli ben stesi e compatti a formare un rettangolo sopra un foglio di carta forno sopra una teglia. Lasciar essiccare a 40° per circa 6 ore (nella ricetta originale si parla di 2 ore…ma col mio forno casalingo c’è voluto un tantino di più).
Una volta che la sfoglia risulterà ben asciutta tirarla fuori dal forno e farla raffreddare completamente.
Per lo sgombro. Sono partita da uno sgombro surgelato (per non saper né leggere né scrivere e andare sul sicuro…non sapevo se l’affumicatura uccide o meno l’anisakis). Sfilettato, privato delle spine con l’aiuto delle pinzette, cosparso di sale e zucchero (più o meno un cucchiaio ciascuno) l’ho disposto su una griglia. La griglia l’ho appoggiata ad una di quelle padelle per fare le caldarroste e sul tutto ho messo un’altra padella rovesciata.

Ho acceso un fuoco (di piccole dimensioni, dopodiché vi ho messo sopra delle foglie di fico (la scelta delle foglie è stata per riprendere la “sfoglia” di fico, ma possono essere usati altri tipi di legno) e sopra a queste ho appoggiato le padelle impilate. Il tutto va lasciato per circa 35-40 minuti, aggiungendo altre foglie e controllando che non vi sia fiamma.

La stessa cosa può essere fatta nel forno di casa. Basta arroventare per bene la padella per le caldarroste, inserirvi della carbonella ecologica, adagiarvi sopra una griglia con quello che si vuole affumicare, mettere il tutto in forno e lasciare affumicare.  (Questo metodo non l’ho provato…).
Una volta pronto lasciar riposare in frigorifero fino al giorno successivo.

Nella foto sono 2 sgombri, ma le dosi sono per uno

Per il riso ho scelto la cottura per assorbimento (per i dettagli leggere il post più che accurato di Annalena).
Prendere il riso, ricoprirlo d’acqua e “impastarlo” con le mani fino a quando l’acqua non diventa torbida. Scolare, risciacquare e ripetere l’operazione fino a quando l’acqua non sarà completamente limpida. Nel mio caso 4 volte. Lasciare il riso in ammollo per 40 minuti…credo di aver “sforato” ad un’ora.
Prima di cuocerlo, scolarlo, risciacquarlo e metterlo in un recipiente a fondo spesso.
Non so se ho sbagliato, ma ho usato un tegame di terracotta.
Ricoprirlo d’acqua (la proporzione è di una tazza di acqua più un cucchiaino per ogni tazza di riso).  Aggiungere del sale. Portare a leggero bollore, dopodiché coprire con un coperchio avvolto in un telo in modo tale da evitare che le gocce di vapore ricadano sul riso. Trascorsi 10 minuti spegnere il fuoco e lasciar riposare altri 10 minuti coperto.

Per la salsa.

Portare a bollore mezzo bicchiere d’acqua con un cucchiaino di zucchero, uno di fincotto ed il sake. Lasciare sul fuoco per 10 minuti. A parte sciogliere l’amido di mais in un goccio d’acqua.
Passati i 10 minuti miscelare l’amido con il resto in modo tale da ottenere una salsa densa.

Con questa ricetta partecipo all’MTC di settembre

0 Comments

  • sabrina tocchio

    23 settembre 2014 at 10:35

    Che dire…..mi inchino alla genialità!

  • flavia galasso

    23 settembre 2014 at 11:03

    Ma che ti devo dire???? no ..che a me lo sgombro invece piace pure! …… più vado a vanti a guardare le vostre ricette, più rimando il post della mia….. mah?!?!…… resto senza parole! SMACK

  • Viviana

    23 settembre 2014 at 11:03

    Nooooooo!!!!! Il rotolino è troppo fico!!!!
    Cristiana…che dire… Sono senza parole… Io non so neanche cos'è il fincotto, figurati un po'!!!!

  • Mai

    23 settembre 2014 at 11:09

    perdo la testa per le cose arrotolate, vai a chiedere…?
    Questo post sarà un post da ricordare!!! GRANDEEEEE!
    Oggi vorrei affumicare qualsiasi cosa, grazie a te!

    besos

  • acquaviva

    23 settembre 2014 at 11:17

    voglio la foto del libro perché di certo le tue sfoglie di fico sono venute meglio di quelle dello chef! Sull'affumicatura dello sgombro, che di per sé ha un sapore abbastanza pieno, sfondi una porta aperta. E vado subito a ridurre il fincotto con il sakè per dargli un suo senso di perfezione. Ecco: al di là della complessità e al di là pure della qualità delle tecniche… queste sono le ricette che esprimono l'armonia complessa delle persone.

  • FedeB

    23 settembre 2014 at 11:30

    Un'idea bellissima!!!! Il tuo makofiko è troppo forte Cri!!!!!!!!
    :)))

  • Mikroula

    23 settembre 2014 at 11:39

    Un'idea originale!!! E dato che anche io non amo lo sgombro mi sembra un buon modo per renderlo più appetibile!

  • Francy BurroeZucchero

    23 settembre 2014 at 11:51

    Sei veramente fantastica!! dall'affumicatura casalinga agli accostamenti di sapori.. io adoro lo sgombro e sai che fa strabene per la nostra salute? un piatto meraviglioso! bravissima Cri!

  • Fabiana Del Nero

    23 settembre 2014 at 12:07

    Ma perchè….c'è pure un nuovo giudice?? Questa me l'ero persa del tutto, si vede che peggioro a vista d'occhio:((((
    Tu al contrario migliori ogni volta, una ricetta memorabile dalla prima all'ultima riga, nella progettazione e nell'esecuzione…..da panico!
    A proposito, secondo me non esistono ricette fighette, esistono ricette ben fatte e ricette mal fatte:)))) Baci bionda!

  • sandra pilacchi

    23 settembre 2014 at 13:01

    un trionfo!

  • ๓คקเ

    23 settembre 2014 at 13:51

    Ma che fico il Makofico!!!! 😀
    Ogni volta che vengo qui mi cade la mascella: dalla sfoglia di fico all'affumicatura dello sgombro con foglie di fico, fino al dettaglio del ficotto che irrora il piatto finito, tutto qui è un capolavoro in cui ogni singolo ingrediente è pensato, pesato e soppesato.
    Una ricetta da urlo, di quelle che solo tu sai pensare e che quindi solo tu puoi proporre.
    Magnifica!

  • Loredana

    23 settembre 2014 at 13:53

    Istigazione alla piromania!!!! 😀
    Sei una grande, Cri.

  • Stefania FornoStar Oliveri

    23 settembre 2014 at 14:07

    Stavolta vinci! Ne sono certa. La ricetta è geniale e originale, oltre ad essere gluten free (e poi si dice che i celiaci mangino male! 😀 )
    E io adoro lo sgombro! L'hai mai assaggiato con la cipollata? o arrostito direttamente sulla brace? è magnifico… ma i gusto son gusti, si sa 🙂

  • Alessandra Gennaro

    23 settembre 2014 at 15:28

    siamo in due a peggiorare, Fabiana 🙂
    e da 'sta disgraziata, torno dopo 🙂

  • mari ►☼◄ lasagnapazza

    23 settembre 2014 at 17:21

    Perchè pensavi che potesse passare per una ricetta fighetta? Anch'io ho fatto i maki… spero che anche la mia allora non passi per essere una ricetta fighetta, mi dispiacerebbe 🙂
    Bellissima interpretazione, adoro il dolce, salato, affumicato che sprigiona questo makofico (il ficotto mi sa che ce l'ho anch'io, l'anno scorso per il contest della Lucania l'ho usato sul pesce, proprio un pesce azzurro tra l'altro ed era spaziale, quindi posso immaginare che bontà i tuoi sgombri) e poi come una scema l'ho dimenticato in dispensa 🙂
    A parte gli scherzi, complimenti, mi piace proprio!

  • mari ►☼◄ lasagnapazza

    23 settembre 2014 at 17:22

    Stefania, con una ricetta a base di riso, mi sa che sono quasi tutte gluten free :)))

  • giocasorridimangia

    23 settembre 2014 at 17:46

    Che brava… a me 'sti libri non li regalan mai…In bocca al lupo,tifo anche io per te;-)

  • Rosaria Orrù

    23 settembre 2014 at 17:59

    O_______________________O

  • Giulietta | Alterkitchen

    23 settembre 2014 at 18:42

    Bravissima, Cristiana! Una ricetta che unisce il pesce povero al riso, in un piatto da gran gourmet, oltre che belissimo.. Davvero una ricetta che rende onore alla sfida!

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 20:56

    mi sento tutto fuorché geniale…mi inchino io ai tuoi complimenti!

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 20:56

    Oggi invece hai dato anche tu!! Ma a quante siamo arrivate? Ora vado a controllare…ti fermi o continui?

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 20:57

    Grazie! Il fincotto è l'equivalente del mosto fatto coi fichi…se non sei passata per la Puglia o giù di lì è normale che tu non lo conosca!

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 20:58

    Inizia ad affumicare…poi vengo io a parlare coi tuoi vicini!

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 20:58

    ….mi commuovo e ringrazio!

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 20:58

    …altrimenti che makofico sarebbe! 🙂

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 20:59

    Sempre che ti piacciano i sapori forti…bisogna provare!

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 21:01

    Tra i pesci azzurri è uno di quelli che amo meno, ma sicuramente può prestarsi a diverse lavorazioni…insomma ho ancora tanto da scoprire. Grazie

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 21:06

    Ma fino ad oggi il terzo giudice non è stato il vincitore della sfida??
    Per Fabiana. Per "fichette" intendo quelle che sembrano tutto fumo e niente arrosto. Esempio. Le tue oltre che belle, con appeal, con tecnica fanno venir fame: si ha proprio il desiderio di mettersele in bocca e godere. Le ricette fichette son quelle belle, con appeal, con tecnica ma che restano lì…tipo che sarebbe belle averne una foto da appendere in cucina. Un bacio a te bionda dirompente!

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 21:06

    Grazie!

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 21:07

    E che dire? Detto da te mi rende felice! Grazie

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 21:08

    A me accendere il fuoco ha sempre provocato un piacere indefinibile…la piromania sarà genetica? 🙂

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 21:13

    Mari: grande!!!
    Stefania: ti ringrazio, ma dopo avervi fatto sgozzare tutti gli animali del circondario penso di aver dato!! 🙂

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 21:15

    Ecco perché l'avevo comprato: anch'io per il contest della Lucania! Boh a questo punto non so neanch'io perché ho scritto "fichette"…forse giappa=fichetto almeno qui a Roma. 🙂

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 21:16

    A me ormai solo roba di cucina!

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 21:16

    G………..E!

  • Cristiana Beufalamode

    23 settembre 2014 at 21:17

    Grazie…di tutto pur di soddisfare Annalena!

  • Monica Giustina

    24 settembre 2014 at 11:39

    Tempo fa leggevo delle tecniche per fare dei rotolini di caramella fruttati casalingo che si avvicina a questa tua meraviglia di fichi, ma mai avrei pensato di usarla come esterno per un roll.
    Che abbinamento unico e geniale, con tanti sapori e culture. Braverrima!

  • veronica

    24 settembre 2014 at 12:06

    nooo dai cri ma hai creato una meravigliaaaa non so che dirti troppo brava

  • Acquolina

    24 settembre 2014 at 13:00

    Ammiro la tecnica e l'accostamento dei sapori, tutto molto curato e pensato, davvero bellissimo, complimenti! e i tuoi figli sono fortunati, mangiano benissimo e si divertono anche (però i libri di scuola non si bruciano, ah ah!) 😀

  • Chiara Inversi

    25 settembre 2014 at 18:41

    Cristiana mi stupisci sempre! Devo farti i miei più sinceri complimenti, sembra talmente squisito che vorrrei assaggiarlo immediatamente.
    :*

  • Alessandra Gennaro

    27 settembre 2014 at 23:10

    ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh… e allora, potrei anche risponderti che cn una ricetta del genere, rischieresti seriamente il bis. E non è un caso che mi accodi al commento di Fabiana, perchè più leggevo e più pensavo: ecco l'altra. l'altra fabiana. l'altra per la quale il cibo è una seconda pelle, che ne penetra ogni segreto, che lo modifica, lo trasforma, lo restituisce a nuova vita, in nuove forme e in nuove combinazioni di sapori. Questo non è conoscere il cibo, ma viverlo, in modo empatico e "consostanziale", è ascoltarlo nel senso più alto del termine- per comprenderlo nel profondo e valorizzarlo al meglio. In una corrispondenza perfetta fra eccellenza del fare ed eccellenza nel sentire. Chapeau, e con inchino fino a terra.

  • Murzillo Saporito

    29 settembre 2014 at 12:45

    Voglio piangere!!!!

  • Cristiana Beufalamode

    29 settembre 2014 at 23:56

    E pensare che mi stavo offendendo ché se uno dice che ripassa deve ripassare ( 🙂 ): leggo ora e ringrazio con la lacrima!

  • Cristiana Beufalamode

    29 settembre 2014 at 23:57

    E mi sa che qualcuno di noi sfidanti l'ha usata: sono delle sfoglie di mela, in effetti si possono usare in diversi modi…basta lasciare andare la fantasia!

  • Cristiana Beufalamode

    29 settembre 2014 at 23:58

    Grazie e tu troppo buona!!

  • Cristiana Beufalamode

    29 settembre 2014 at 23:58

    Che figura…più che altro nel doverlo spiegare alla maestra!

  • Cristiana Beufalamode

    29 settembre 2014 at 23:58

    Grazie…arrosisco!

  • Cristiana Beufalamode

    29 settembre 2014 at 23:59

    Per così poco!?? 🙂

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