Fave dei morti e la mia piccola battaglia contro Halloween

1 novembre 2013Cristiana
Sono classe 1974 e quando ero bambina di Halloween non c’era traccia…almeno qui nell’italico suolo e, in linea di massima, sono cresciuta abbastanza serena e se qualche turba persiste nella mia persona non è certo dovuta ai mancati festeggiamenti del 31 ottobre! 
Ora mi ritrovo con tre figli piccoli che si stanno preparando da un mese circa a questo evento…o per dirla più chiaramente che vengono preparati: si perché a scuola è una festività di tutto rispetto. 
Poi chiedi ad un bambino (ma probabilmente anche ad un adulto): “Perché domani non vai a scuola?”…ci fosse una volta che la risposta è: “Per festeggiare i Santi”. 
Non voglio farne un discorso di credo religioso, piuttosto mi piacerebbe che ci riappropiassimo delle nostre usanze. La festa dei morti fa parte della nostra cultura,  si è sempre festeggiata ma non vestendo i bambini con maschere da scheletro e le bambine da streghette maliziose. 
Ogni regione ha il suo modo: i morti che vengono a trovarti e a cui si lascia un dolcetto, il preparare il letto per far riposare il morto nella propria casa, la tavola imbandita per i defunti che vengono a farti un saluto…inutile che stia a spiegare tutto quello che vi è dietro questa festa, perché online è già stato scritto tutto. Il giorno è importante, ma cerchiamo di farlo nostro per riavvicinare i bambini e anche noi alla morte che spesso e volentieri viene allontanata, nascosta…prima faceva parte del vivere quotidiano: i nonni spesso e volentieri morivano in casa e il bambino viveva la morte come un evento triste , ma  “normale”…forse ora a furia di nascondersi dentro gli ospedali, dietro l’eterna giovinezza, dietro alla rincorsa del tempo che purtroppo passa per tutti la morte viene messa da parte, come se non esistesse..ma forse quest’atteggiamento non fa che peggiorare le cose? Non fa averne più paura? 
Chissà se mi sono spiegata! Buonanotte cri
P.S. Un’ultima cosa. Ma con tutta la crisi che c’è vale la pena spendere tanto per un qualcosa che non è neanche nostro e che qui da noi fa una gran tristezza???

Fave dolci di Ada Boni

100 g di mandorle (le ho usate non spellate)
100 g di zucchero semolato
65 g di farina (regolarsi a seconda della consistenza: ne ho dovuta usare un pò di più)
una noce di burro
1 uovo
2 cucchiaini di cannella (ne ho usato uno solo)
scorza grattugiata di limone
Mettere in un mortaio (l’ho usato, ma si può fare anche con il mixer) un pò di mandorle alla volta con un pochino di zucchero e iniziare a pestare col pestello per ridurre le mandorle in polvere. 
Ottenuta una piccola quantità di farina setacciarla e continuare a pestare la grana più grossa aggiungendo le mandorle rimaste e lo zucchero. Attenzione a non pestare le mandorle da sole altrimenti si rischia che fuoriesca il loro olio. 
Una volta ottenuta questa farina iniziare a lavorarla con la farina, la cannella, il burro, l’uovo e la scorza di limone grattugiata. Ottenere un impasto morbido. Con l’aiuto delle mani arrotolare la pasta in maniera tale da ottenere un cilindro da cui andranno tagliati tanti pezzetti della grandezza di una nocciola. Schiacciare leggermente queste nocciole al centro con il pollice in modo tale da ottenere più o meno la forma della fava. Rivestire una teglia con carta forno o imburrarla e velarla con della farina e infornare a 180 °C per circa 15 minuti. 
Conservarle in una scatola chiusa per mantenere la croccantezza.


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