L’american breakfast dell’emigrante

21 ottobre 2013Cristiana
La prima cosa che ho pensato quando ho scoperto chi fosse la vincitrice dell’MTC di settembre 
(e questa volta potevo scommetterci che avrebbe vinto lei!) ho pensato: “Questa la conosco!”
…pensa che ti ripensa ci sono arrivata: il crumble salato di fichi e noci
L’inizio del blog, la prima vittoria, la prima blogger conosciuta (Sabina Fiorentini)… tanti piccoli frammenti. E’ lei, la Cornali (come a scuola: mi suona meglio!), che mi affascina per la sua scelta di esser partita, che spesso riporto come esempio a mio marito: “Guarda: vedi che dobbiamo andare via anche noi??” 
E quale ricetta poteva scegliere una che chiama il proprio blog La valigia sul letto?? 
Un colazione straniera…ovviamente! Conosciuta la ricetta un attimo, o meglio, qualche giorno di smarrimento: troppe cose tutte insieme..un filo conduttore che faccia avere un senso al tutto: 
“E ora che faccio?” 
Poi qualcosa ha preso forma ed è quello che vi propongo oggi. Visto che mi diverte spiegare cosa c’è dietro parto subito…che tanto son rapida e concisa.
I miei bisnonni emigrarono dalla Sicilia verso il Paraguay per poi fermarsi in Texas…forse. 
Perché forse? Perché mio nonno, pur riscattandosi alla grande una volta rientrato in Italia, non ha mai accettato il proprio passato e non ne faceva parola…purtroppo non ne so nulla. 
Non posso che ammirare il coraggio di chi fece quella scelta a suo tempo: senza sapere dove si andava, cosa ti aspettava…senza tv, senza internet…un vero e proprio salto nel buio. 
In questa sfida (l’MTC ti fa viaggiare: in tanti sensi!) ho cercato di ricreare la colazione della bisnonna Santuzza (pare si chiamasse sul serio così) abituata al suo pane ammollato nel latte (la colazione degli italiani, o no?), ai suoi pistacchi e alle sue arance che si ritrova sperduta in Texas con le uova e la pancetta per colazione. Come pane ho scelto il Pan del Campo, il pane dei cowboy cotto sulle braci dei fuochi degli accampamenti, la pancetta l’ho sbriciolata…perchè ogni volta ho difficoltà a mangiare quel pezzo tutto rigido…sulla salsa ho lasciato correre e scelto la classica olandese. 
E da bere? Caffè…caffè americano: sarà semplice, ma mi sembrava l’abbinamento migliore! 
Buon giorno Cri



Pan de campo:

600g di farina di grano tenero 0 (4 cups)
14 g di polvere lievitante istantanea (5 tsp)
1 cucchiaino di sale (2 tsp)
110 g di burro (1/2 cup)
360 ml di latte (1 e 1/2 cup)

Unire il lievito e il sale alla farina. Iniziare a lavorare con il burro a temperatura ambiente fino a quando non si ottiene un composto sbriciolato. Iniziare ad aggiungere il latte a filo e continuare ad impastare fino ad ottenere un composto elastico ed omogeneo.
Coprire con una ciotola e far riposare per circa 30 minuti. Dividere l’impasto in panetti da circa 70 g.
Ho ovviato alla mancanza di brace utilizzando una cocotte in ghisa che ho prima messo in forno a 
250 °C per circa 20 minuti. Trascorso il tempo ho trasferito sul fondo della cocotte i panetti, ho richiuso il coperchio e messo in forno per circa 25 minuti abbassando la temperatura a 220°C.

Uovo in camicia

Per quanto riguarda l’uovo ho provato il metodo di Roberta e ha funzionato. Normalmente utilizzavo l’acqua con l’aceto…non so se il sapore in effetti venga alterato o meno dall’aceto: mangerò altre due uova e testerò!

Copio pari pari Roberta: “In una casseruola da 24 cm di diametro, versate circa 5 cm di acqua e scaldate a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola.
Rompete le uova in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, eliminando quelli con il tuorlo rotto.
Versate delicatamente le uova, una alla volta, sulla superficie dell’acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciate abbondante spazio tra un uovo e l’altro, cuocendone non piu’ di tre o quattro alla volta. Lasciatele cuocere indisturbate per 3 o 4 minuti, usando una spatola di gomma per staccare delicatamente le uova dal fondo della pentola, se fosse necessario. 
Con un mestolo forato togliete le uova dall’acqua, una alla volta, scolandole molto bene e se dovete servirle subito, tamponate il fondo del mestolo con un pezzo di carta da cucina per assorbire tutta l’acqua in eccesso.  Potete conservarle in frigorifero fino a 3 ore, avendo l’accortezza di deporle su un piatto coperto di carta da forno. Al momento di servirle, bastera’ scaldarle per  35 o 40 secondi in acqua in leggera ebollizione”.



Salsa olandese

4 tuorli
succo e scorza di 1/2 limone

1 pizzico di sale
120 g di burro fuso 

In una ciotola di acciaio sbattere energicamente i tuorli col succo di limone e il sale (l’avambraccio dx ringrazia!). Porre la ciotola sopra una pentola con acqua leggermente in ebollizione facendo attenzione che la ciotola con le uova non tocchi l’acqua. Aggiungere il burro fuso a filo fino a quando la salsa non si sarà rappresa. Aggiustare di sale e pepe ed aggiungere la scorza grattugiata del limone.



Dolce di pane e latte

3 fette di pane raffermo ammollate nel latte
una manciata di uvetta sultanina rinvenuta in acqua tiepida
una manciata di pistacchi sgusciati
40 g di zucchero di canna
scorza grattugiata di un’arancia

Frullare il pane ammollato insieme allo zucchero. Aggiungere l’uvetta, i pistacchi e la scorza d’arancia.
Trasferire in uno stampo d’alluminio e mettere a cuocere a bagnomaria in forno a 180°C per circa 25 minuti.



Composizione del piatto

Ho servito l’uovo in camicia sul pan de campo, spolverizzandolo con della pancetta arrotolata fatta abbrustolire e poi tritata. Il tutto condito con la salsa olandese. 
Il tortino di pane l’ho accompagnato a della marmellata d’arance amara (30% di zucchero 70% di frutta).
Per il caffè americano ho utilizzato una miscela bar 100% arabica tostato.

Pfiuuuu…finito!!




Con questa ricetta partecipo all’MTC di ottobre


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