Sorbole che coniglio!

19 ottobre 2013Cristiana
Chi conosce le sorbe? Fino a qualche giorno fa non sapevo proprio cosa fossero, poi un amico che ha preso sul serio ( e a cuore) il blog e il mio ruolo da foodblogger (!) le ha trovate in un banchetto al mercato e me ne ha fatto dono: felice scoperta!
Il Sorbus domestica è un albero originario dell’Europa meridionale, presente anche in Italia, i cui frutti, commestibili, conosciuti fin dall’antichità, stanno scomparendo dalle nostre tavole.
Vanno consumati a maturazione completa, cioè quando il frutto diviene scuro e morbido altrimenti hanno un sapore aspro dovuto all’elevato contenuto di tannino. 
Un tempo venivano conservati in locali freddi e asciutti, sulla paglia (secondo la tecnica dell'”ammezzimento”). Da questa abitudine nasce il detto “col tempo e con la paglia maturano le sorbe”.
In cucina i frutti possono essere utilizzati per marmellate e conserve o anche nella produzione di alcolici. 
Il mio personalissimo tester team (i miei piccoli mostri) hanno decretato che i frutti hanno un sapore tra la mela e la pera e in effetti a me hanno ricordato in qualcosa le mele cotogne. 
Ho provato a realizzarvi una marmellata che posterò in seguito ed il coniglio di oggi: connubio a parer mio riuscito. 

Coniglio con le sorbe:

1/2 coniglio
farina
vino bianco secco
3 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva
10 sorbe
sale

Lavare il coniglio sotto l’acqua fredda, asciugarlo e passarlo nella farina. Far scaldare 3 cucchiai d’olio e farvi rosolare la carne, girandola da tutti i lati con l’aiuto di due palette di legno (per evitare che si buchi e fuoriesca i succhi interni). Sfumare con del vino bianco. Aggiungere le sorbe e portare a cottura (circa 20 minuti), aggiungendo dell’acqua tiepida se si dovesse attaccare. Aggiustare di sale.

Con questa ricetta partecipo al contest de Il caffè delle donne

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