Danubio piccante…piccante nel senso di piccante, non osè!

10 settembre 2013Cristiana
Titolo infelice…ma son spiritosa dentro, non posso farci nulla! Soprattutto dopo una normale giornata romana: coltello tra i denti dalle prime ore del mattino per accaparrarsi il centimetro lasciato libero dalla macchina davanti….Noooo: nel mio caso il coltello lo tiro fuori per altro…ma ci fate caso a quanto siano tutti agguerriti? Poi la faccia: perché nel profondo vorrebbero sfondarti la macchina e vederti schiacciato, ma nel frattempo fanno i vaghi, i finti indifferenti, come se non stessero affatto pensando a te…considerazioni stupide del primo giorno di traffico.
Oggi danubio…e nel momento di postare (due minuti fa) ho pensato: ma da dove viene? Che origini ha?
Da ignorante come sono credevo avesse delle origine nordiche, invece è un rustico straitaliano e per di più di origini partenopee..ho trovato un articolo su cookaround che mi ha “illuminato”!
Diverse teorie sull’origine di questo piatto. Quella “partenepoea” che vuole sia stata la zia di Mario Scaturchio, titolare dell’omonima pasticceria napoletana, ha darle vita…e viste le sue origini austriache il nome venne di conseguenza.
L’altra teoria ha basi molto più romantiche legate all’amore (sempre che lo sia stato) tra Ferdinando I di Napoli e Maria Carolina di Asburgo-Lorena sposatesi nel 1768. Unione che “contaminò” la cucina locale con influenze viennesi. In Austria, infatti, vi sono tracce ” di un dolce chiamato “buchtein” (di origini boeme) che ha la stessa struttura del danubio, è cioè costituito da una serie di “focaccine” ripiene di “powidl” di prugne, una confettura preparata senza aggiungere zucchero, messe le une accanto alle altre in una pirofila a cuocere, e che lievitando diventano una torta unica(cito l’articolo direttamente!).
Finito il copia incolla vi lascio alla mia versione piccante in quanto all’interno ho deciso di utilizzare i peperoncini ripieni di tonno comprati in Calabria e prossimi alla data di scadenza: mi è sembrata una giusta fine per farli fuori! Cri

Visto che son pigra e la ricetta è descritta alla perfezione la copio para-para…ma andate a dare uno sguardo anche da Tery che ha aggiunto anche foto che posso esser d’aiuto.

500gr di farina (300gr manitoba, 200gr farina 00)
150gr di latte (anche 160, 170, regolatevi in base all’assorbimento della farina)
3 tuorli ed 1 uovo intero
1 cucchiaino di sale (circa 8-10 gr)
10gr di lievito di birra
40gr di zucchero
1 cucchiaino di miele
80gr di strutto
20gr di burro

Procedimento:
Sciogliete il lievito nel latte tiepido insieme al cucchiaino di miele. Una volta sciolto aggiungere la farina e iniziare ad impastare.
Unite l’uovo interno e 2 tuorli (uno tenetelo da parte), lo zucchero ed impastate fino ad assorbimento.
A questo punto aggiungere l’ultimo tuorlo rimasto con il sale e fate assimilare completamente all’impasto.
Quando le uova saranno completamente amalgamate unite lo strutto e il burro e impastate fino a che non siano completamente assorbite.
A questo punto continuate ad impastare fino a che l’impasto non sia incordato.
Per rendervi conto vedrete che man mano l’impasto diventerà liscio, lucido e pulirà la ciotola.
Quando arriverete a questo punto fate la prova del velo, cioè staccate un pezzetto e stendetelo finchè non riuscirete a vederne la trasparenza. Se si rompe prima di arrivare a questo punto dovrete continuare ad impastare.

Quando l’impasto sarà incordato mettere a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio.
Trascorso il tempo necessario (circa 2 ore), sgonfiate l’impasto e formate un salsicciotto. Da questo ricavatene tanti pezzetti da circa 30 grammi l’uno, schiacciateli  con le mani per formare dei dischi e porvi al centro il ripieno (in questo caso il peperoncino).
Chiudete i dischi sigillandoli sul fondo in modo da formare un paninetto. Nel sigillare, cercate di stendere la superficie della pasta in modo da non formare grinze e avere un effetto liscio. 

Formate tutte le palline, imburrate una teglia da 28 cm e disponete i paninetti vicini, ma non attaccati. Far lievitare fino al raddoppio in forno tiepido.Spennellate con del latte o con del tuorlo sbattuto per un effetto più colorito e infine procedere alla cottura  in forno caldo a 220° per 10-15 minuti. 

Nel blog di Tery c’è anche tutto la spiegazione per l’impasto a mano.


…sempre per l’MTC!

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