Il dolce che avrei sempre voluto…

12 luglio 2013Cristiana
Intorno ai 7 anni iniziai a tormentare i miei sperando di convincerli a farmi iniziare a studiare il pianoforte, con mio padre che ogni volta cercava di deviare la mia attenzione sulla chitarra: “E’ molto più pratica del piano…la potrai portare sempre con te!”.
Ma a me piaceva proprio l’idea di star seduta sullo sgabello con la tastiera davanti…a volte si ha la fortuna che i desideri vengano esauditi, soprattutto se in quel periodo girava per casa il maestro Trovajoli…che, affascinato dalla sottoscritta che lo tempestava di domande sul come suonare, mi fece recapitare a casa un Petrof verticale…le sue uniche raccomandazioni furono: 
“Non è un gioco: devi studiare, studiare, studiare fino a farti sanguinare le dita”
….il mio primo insegnante non fece altro che farmi far solfeggio, con la bacchetta nelle mani, pronto ad entrare in azione non appena sbagliavo…e con lui son durata 4 anni…poi fu la volta di una maestra fichissima: un’inglese che mi dava la possibilità di andare “libera”…trasformando quella che fino ad allora era stata una tortura in un gioco…peccato che avesse un figlio piccolo e un neonato che richiedevano più che spesso la sua attenzione…altri insegnanti, altri anni di studio…ma nulla: l’orecchio non è stato mai dalla mia parte e la voglia di mettermi con costanza a studiare neanche…per finire c’era  l’incubo dei saggi di fine anno: suonavo il pezzo alla perfezione fino ad un minuto prima e poi lì, sul palco, il nulla..le dita immobili…con i miei che invece di dire al vicino: “Quella è mia figlia!” tutti orgogliosi cercavano di mimetizzarzi con la sedia…e poi mio padre: sempre lui! 
Lì sullo sgabello superconcentrata a studiare Chopin (era il mio preferito) e lui che mi passa accanto e mi fa: “Certo che qualcosa di più divertente potresti anche suonarla…”
Finale della storia? Il pianoforte è ancora qui con me, fedele compagno di vita, che continua a seguirmi in tutti i traslochi…completamente scordato, ma son fiduciosa: prima o poi tornerà a suonare….non so se attraverso le mie mani o per merito di altre, ma mai disperare!
Tutta questa solfa per spiegare come è nata quest'”ideona”…ho pensato ad un dolce da comporre, secondo i propri gusti…notte Cri

Le tortine hanno quattro basi di pasta frolla differenti.
Pasta frolla semplice.

300 g di farina 00
150 g di zucchero
150 g di burro
1 uovo
1 tuorlo
1 pizzico di sale
scorza di limone grattugiata 
Pasta frolla al cacao (Montersino style).

235 g farina 00
15 g di cacao amaro
150 g di burro 
100 g di zucchero a velo
2 tuorli
mezzo baccello di vaniglia
Pasta frolla al caffè.

300 g di farina 00
150 g di zucchero
150 g di burro
3 rossi d’uovo
1 cucchiaio di caffè solubile

Pasta frolla alle mandorle.

250 g di farina 00
150 g di zucchero
2 uova
150 g di mandorle macinate
150 g di burro
1 pizzico di sale
Ovviamente le dosi sono per delle crostate da 26 cm….ma non so dimezzarle senza alterare il sapore…
Il procedimento è simile in tutti e quattro i casi.
Si dispone la farina a fontana e si aggiungono gli altri ingredienti. Il burro deve essere a temperatura ambiente, come le uova. Nel caso della pasta frolla al caffè ho ridotto in polvere il caffè liofilizzato e l’ho mischiato agli altri ingredienti.
Una volta ottenuta una pasta dalla consistenza morbida, avvolgerla in pellicola e metterla in frigorifero a riposare per circa mezzora, meglio anche un’ora….visto il caldo di questi giorni.
Rivestire dei mini-mini stampi ed ottenere delle piccole tartellette.
Crema pasticciera al pistacchio.

2 tuorli d’uovo
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di zucchero
2 bicchieri di latte
2 cucchiaini di crema al pistacchio
Sbattere i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e lentamente il latte. Portare sul fuoco e portare ad ebollizione girando con un cucchiaio di legno. Una volta che si sarà addensata togliere dal fuoco e far raffreddare. Aggiungere la crema di pistacchio.

Ganache al cioccolato fondente.

80 g di cioccolato al 75%
80 ml di panna
Tritare il cioccolato. Scaldare la panna prima che raggiunga il bollore versarla sul cioccolato e mescolare fino ad ottenere una crema morbida.
Salsa inglese alla vaniglia (Santin style).

125 ml di latte
50 di zucchero
2 tuorli
1/2 baccello di vaniglia
Sbattere i tuorli con lo zucchero senza incorporare troppa aria. Scaldare il latte con i semi di vaniglia prelevati dal baccello. Versare il latte bollente sui tuorli e riportare sul fuoco, non superare la temperatura di 85°, se si ha un termometro, altrimenti la crema sarà pronta quando velerà il dorso del cucchiaio. Attenzione altrimenti si rischia di “cuocere” l’ovo.
Sul piatto ho messo, oltre alle creme:

granella di nocciole
granella di pistacchio
cannella
sale Maldon
cocco disidratato
mirtilli-ribes-lamponi
…ora che ho scritto tutto il post ho realizzato la follia che c’è nel realizzare questo piatto e nello scrivere tutto sto popo di roba…e vi assicuro che di cose da fare ce ne ho…
Per concludere, per chi è sopravvissuto, ringrazio la mia piccola assistente che mi ha prestato il suo servizio buono:


…con questo sproloquio partecipo al contest dell’estate per Claudio Fasoli e il Four Jazz Quartet

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