Partita dal quinto quarto arrivata…a Firenze!…Invenzione di guancia

4 maggio 2013Cristiana
E’ passato tanto di quel tempo che stavo perdendo le speranze nello scrivere questo post…diciamo che prima volevo fare una certa ricetta e poi…ho bisogno dei miei tempi..
E’ iniziato tutto con una raccolta di ricette a base di acciughe…vado a sbattere in questo blog e resto affascinata dalla sfida: raccogliere 365 diversi piatti realizzati con le acciughe fresche…allo scadere dei tempi riesco ad inviare una ricetta…tanto per dire: “Ho partecipato!”…da lì son passata ad altro blog, sempre della stessa autrice, che insieme ad un’altra blogger hanno dato il via ad un contest da cui mi sono fatta letteralmente “prendere”: ho tormentato familiari e amici (ma soprattutto i primi) con trippa, milza, cuore e affini…ingredienti poco usati e “stimolanti”…ma soprattutto vera sintonia con Cristina…battute, complimenti, un “prima o poi ci vediamo”, un “organizziamo a metà strada”….una gita a Firenze.
Come dal virtuale passare al reale…già detto e ripetuto: per me tutto questo (computer, email, facebook) è nuovo e ancora cammino in punta di piedi…sempre timorosa che chi si trova dall’altra parte possa in un qualche modo “barare”…felice di testare con mano ho preso il treno e e via all’incontro…
Fortunatamente le aspettative hanno coinciso con la realtà…
Diciamo che tra le mie doti (poche) non vi è l’eloquenza…quindi l’unico mio timore è che si potessero creare silenzi imbarazzanti…Cristina è un fiume in piena: mi ha raccontato un milione di cose carica di un entusiasmo contagioso…Un amore spassionato nei confronti della cucina che la porta ad essere intraprendente come vorrei…abbiamo parlato di come siamo arrivate ad aprire un blog di cucina, di quello che ci sta regalando, dell’impegno e dei sogni sempre nuovi che si vorrebbero realizzare…un incontro rapido, ma pieno di senso…
E visto che l’intesa è nata a causa del quinto quarto quale miglior posto dove mangiare se non l’Osteria Tripperia Il Magazzino? Polpette al lampredotto, poppa, calamari di bosco (trippa fritta) e guancia…una favola; anche perché, cucinati da chi veramente li sa cucinare, son tutt’altra cosa!!!
Cristina ha toccato ben poco (da ultra mondana com’è aveva un altro impegno per la serata!)…da parte mia non mi son fatta sfuggire nulla…
E così per “omaggiarla”ho provato a rifare la guancia…tutto il mio amore nei suoi confronti, di Cris, non della guancia, nell’affrontarla…diciamo che da una kilata di carne sono riuscita a tirarne fuori 200 g…prima o poi un toscano mi spiegherà come si fa…e questo il risultato: sapore buono, ma lontanissimo dall’originale e soprattutto dalla sua morbidezza…un abbraccio grande a Cris! C.

Sulle dosi qui non vado precisa…più o meno:

200g di guancia di vitellone tagliata in piccoli pezzi
2 cipolle rosse
una manciata di pinoli
olio d’oliva
vino rosso tipo Barbera
sale

Scaldare dell’olio d’oliva in un tegame, aggiungervi la cipolla tagliata a julienne e far stufare a fuoco basso fino a quando non risulterà morbida (eventualmente aggiungere un goccio d’acqua). Alzare la fiamma, mettere la carne nel tegame e far rosolare a fuoco vivace. Bagnare con del vino e lasciar cuocere lentamente per circa un’ora. Aggiungere i pinoli, salare, far andare ancora per 5 minuti e servire.

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